V-Media è un'agenzia interattiva digitale che crede nel coinvolgimento digitale per catturare l'attenzione e vendere di più.Migliorano il content marketing dei clienti rendendolo coinvolgente e innovativo per aiutarli a crescere online
V-Media
Contesti
Mancanza di un flusso costante di appuntamenti con lead qualificati.
Team dipendente da alcuni fornitori esterni per l'outbound (mancanza di controllo)
Mancanza di un processo interno di ricerca clienti, setting e vendita.
Diagnosis
Mancanza di un flusso costante di appuntamenti con lead qualificati.
Tempi di chiusura (sales cycle) lunghi.
Performance dei commerciali insoddisfacenti.
Nessun processo strutturato di up-selling e cross-selling.
Risultati Primari:
Metriche: Triplicato il tasso di risposta su mail e messaggi a freddo.
Diminuito il CPL (conseguenza di quanto sopra)
Il loro sales team è diventato autonomo nella gestione della macchina di outbound, non dipendendo più da fornitori esterni.
Risultati Secondari:
Team più in controllo degli output (il founder dorme tranquillo la notte).
I KPI chiave vengono misurati, che dà più chiarezza al team commerciale.
Prevedibilità nell'attrazione di nuove opportunità crea un circolo virtuoso che aumenta i tassi di chiusura e riduce i cicli di vendita.
Il founder è più felice!
Lezioni Chiave
La costanza vince sul volume: Anche con outreach “relativamente a basso volume” ma continuo, i lead arrivano, soprattutto su LinkedIn. L’uso di più profili amplia la portata senza sovraccaricare un’unica identità.
Le procedure interne valgono zero se non misuriamo i dati giusti: non si migliora ciò che non si traccia.
Creare thought leadership su LinkedIn richiede un sistema, non fiammate di operatività: post assistiti da AI + interviste settimanali creano un motore ripetibile che alimenta inbound e riprova sociale.
Il CRM è una macchina di generazione fatturato (se gestito bene): la gestione del ciclo di vita (upsell, cross‑sell, rinnovi, churn) è dove si nasconde il margine. Serve visibilità, alert e routine; non memoria.
A volte il problema è nell'offerta, altre volte nella lista o nell'approccio. Identificare i colli di bottiglia è la chiave per non rischiare di "aggiustare" ciò che non è rotto.
.
Mancanza di un flusso costante di appuntamenti con lead qualificati.
Team dipendente da alcuni fornitori esterni per l'outbound (mancanza di controllo)
Mancanza di un processo interno di ricerca clienti, setting e vendita.
Diagnosis
Mancanza di un flusso costante di appuntamenti con lead qualificati.
Tempi di chiusura (sales cycle) lunghi.
Performance dei commerciali insoddisfacenti.
Nessun processo strutturato di up-selling e cross-selling.
Risultati
Risultati Primari:
Metriche: Triplicato il tasso di risposta su mail e messaggi a freddo.
Diminuito il CPL (conseguenza di quanto sopra)
Il loro sales team è diventato autonomo nella gestione della macchina di outbound, non dipendendo più da fornitori esterni.
Risultati Secondari:
Team più in controllo degli output (il founder dorme tranquillo la notte).
I KPI chiave vengono misurati, che dà più chiarezza al team commerciale.
Prevedibilità nell'attrazione di nuove opportunità crea un circolo virtuoso che aumenta i tassi di chiusura e riduce i cicli di vendita.
Il founder è più felice!
Lezioni Chiave
La costanza vince sul volume: Anche con outreach “relativamente a basso volume” ma continuo, i lead arrivano, soprattutto su LinkedIn. L’uso di più profili amplia la portata senza sovraccaricare un’unica identità.
Le procedure interne valgono zero se non misuriamo i dati giusti: non si migliora ciò che non si traccia.
Creare thought leadership su LinkedIn richiede un sistema, non fiammate di operatività: post assistiti da AI + interviste settimanali creano un motore ripetibile che alimenta inbound e riprova sociale.
Il CRM è una macchina di generazione fatturato (se gestito bene): la gestione del ciclo di vita (upsell, cross‑sell, rinnovi, churn) è dove si nasconde il margine. Serve visibilità, alert e routine; non memoria.
A volte il problema è nell'offerta, altre volte nella lista o nell'approccio. Identificare i colli di bottiglia è la chiave per non rischiare di "aggiustare" ciò che non è rotto.